Basilicata, Lacorazza avverte: “Stop a scelte senza pianificazione”
21/04/2026
Il confronto sulla sanità lucana torna ad alzare i toni alla vigilia della riunione del 22 aprile tra il management dell’Asp e gli amministratori dell’area sud della Basilicata. A intervenire è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che chiede di fermare decisioni considerate affrettate nell’organizzazione della medicina territoriale, della continuità assistenziale e dell’emergenza-urgenza, denunciando il rischio di produrre nuovi squilibri in una parte della regione già segnata da criticità strutturali.
L’allarme sul piano sanitario e sui conti della sanità lucana
Secondo Lacorazza, l’Asp dovrebbe evitare di assumere nuove determinazioni mentre è ancora in discussione il Piano sanitario regionale. Il consigliere dem sostiene che l’area sud della Basilicata non possa sopportare ulteriori interventi privi di una visione complessiva, in un contesto che definisce già molto grave. Nel suo intervento richiama infatti alcuni numeri che considera indicativi della situazione: un deficit della sanità lucana compreso tra 55 e 60 milioni di euro, circa 60 mila cittadini che rinunciano alle cure e 130 milioni di euro che la Regione spende per consentire ai lucani di curarsi fuori dai confini regionali.
Su questo sfondo, Lacorazza contesta l’assenza di una regia politica capace di governare in modo ordinato la riorganizzazione della rete territoriale. Il riferimento è anche alla Dgr 600/2024 sulla medicina territoriale e la continuità assistenziale, che il Pd chiede di discutere da tempo in Consiglio. Per il capogruppo democratico, l’assemblea regionale sarebbe stata di fatto svuotata delle proprie funzioni di programmazione, mentre le decisioni operative continuano a maturare senza un confronto politico pieno.
Lagonegro al centro: ospedale unico, elisoccorso e Casa di comunità
Il punto più delicato della presa di posizione riguarda il Lagonegrese, indicato da Lacorazza come uno dei territori in cui scelte non equilibrate rischiano di compromettere ulteriormente il diritto alla salute. La priorità indicata è l’ospedale unico del Lagonegrese, sul quale il consigliere chiede di accelerare senza ulteriori rinvii, a partire dalla scelta del soggetto incaricato della progettazione del secondo padiglione del lotto A, individuato nell’Azienda ospedaliera San Carlo, e dalla definizione di un cronoprogramma per il completamento dell’intero percorso.
A questo si affianca il tema dell’elisoccorso h24 a Lagonegro, altra questione che, secondo Lacorazza, non può più restare sospesa dopo ritardi e passaggi procedurali definiti al limite della sopportazione. Il capogruppo del Pd ricorda di avere sollecitato da tempo l’assessore Cosimo Latronico a mettere a disposizione un milione di euro per il servizio, sostenendo che il tempo delle attese sia ormai esaurito.
Al centro del dibattito c’è poi la vicenda della Casa di comunità hub di Lagonegro. Lacorazza afferma che la struttura non sarà pronta nei tempi imposti dal Pnrr e chiede che venga chiarito come l’amministrazione intenda affrontare il problema. Il consigliere richiama inoltre la deliberazione 506/2023 del Consiglio regionale, che ha ratificato la precedente Dgr 948/2022 sull’organizzazione delle Case di comunità secondo il modello Hub e Spoke, sottolineando che la collocazione dell’hub a Lagonegro sarebbe già stata definita in quella sede e che eventuali modifiche dovrebbero passare da un nuovo voto dell’aula.
Senise, Chiaromonte e Maratea: territori in tensione sulla rete dei servizi
Nella sua analisi Lacorazza allarga poi lo sguardo ad altri territori dell’area sud. Da una parte richiama la mobilitazione che arriva da Senise e da un comprensorio più ampio, osservando che la possibile perdita di un distretto sanitario avrebbe un impatto pesante, concreto e simbolico, su una comunità già segnata da marginalità e richieste di compensazione, anche sul piano delle risorse idriche. Dall’altra sottolinea il ruolo dell’ospedale distrettuale di Chiaromonte, indicato come presidio da tutelare per garantire il diritto alla salute nelle aree periferiche.
Il consigliere menziona inoltre il peso politico dei sindaci dell’Unione del Lagonegrese, che pur confermando Lagonegro come sede della Casa di comunità hub, chiedono in via temporanea uno spostamento a Maratea, altra realtà che attende certezze sul versante dell’Ospedale sicuro e di comunità. Secondo Lacorazza, il rischio è che il territorio venga trascinato in una contrapposizione interna che finirebbe per indebolire tutti, proprio mentre servirebbe una strategia capace di tenere insieme esigenze diverse.
Il Pd chiede una regia politica prima dell’incontro del 22 aprile
Per Lacorazza il nodo di fondo resta l’assenza di una visione organica sulla sanità territoriale lucana. Il riferimento è anche ai ritardi nel pieno funzionamento delle Case di comunità, che a suo giudizio non possono essere considerate operative con un semplice taglio del nastro, ma devono essere messe in equilibrio con poliambulatori, servizi di emergenza, infermieri di comunità, trasporti e utilizzo delle tecnologie. Cita, tra gli esempi, il caso di Rotonda, indicato come simbolo di una programmazione che non riesce ancora a tradursi in una rete realmente funzionante.
Da qui la richiesta di riportare la politica dentro il confronto prima della riunione convocata per il 22 aprile tra Asp e territorio. Il capogruppo del Pd sollecita un punto di equilibrio nell’organizzazione della medicina territoriale, della continuità assistenziale e del 118, dentro un quadro che tenga conto anche della mobilità, della presenza sanitaria nelle aree più marginali e dell’efficienza delle reti tecnologiche. In assenza di un cambio di passo, avverte, il Partito democratico è pronto a opporsi duramente a scelte che considera calate dall’alto e potenzialmente dannose per il diritto alla salute dei cittadini dell’area sud della Basilicata.
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