Sin di Tito e Valbasento, la Basilicata punta sulla sorveglianza sanitaria permanente
13/05/2026
Un sistema di sorveglianza sanitaria permanente per monitorare i territori dei Siti di Interesse Nazionale della Basilicata e trasformare i dati raccolti in strumenti concreti di prevenzione. È l’obiettivo indicato dall’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico al termine del forum dedicato al progetto Sintesi, ospitato a Matera nella Casa Cava.
L’iniziativa rientra nel Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari e riguarda in particolare i Sin di Tito e della Val Basento, aree considerate strategiche sotto il profilo ambientale e sanitario.
Mappate criticità e condizioni ambientali
Secondo quanto spiegato da Latronico, il progetto ha consentito di effettuare una ricognizione dettagliata delle criticità ambientali e delle condizioni sanitarie nei territori interessati.
Per la Val Basento il monitoraggio ha coinvolto i comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.
Attualmente è in corso l’elaborazione dei dati relativi all’esposizione della popolazione ai fattori di rischio presenti nei Sin, anche attraverso attività di biomonitoraggio.
L’assessore ha evidenziato come il lavoro svolto abbia permesso di integrare dati ambientali, epidemiologici e socio-economici grazie alla collaborazione tra Arpab, Asp, Asm, Irccs Crob, Ufficio Prevenzione regionale e Università Cattolica del Sacro Cuore.
“Dati fondamentali per prevenzione e sanità”
“La nostra priorità è l’istituzione di un sistema di sorveglianza permanente”, ha dichiarato Latronico, spiegando che l’obiettivo è costruire programmi mirati di prevenzione primaria e secondaria.
Particolare attenzione sarà rivolta al contrasto delle diseguaglianze sanitarie e alla prevenzione delle patologie cardiovascolari e croniche nelle aree più esposte.
Secondo l’assessore regionale, la disponibilità di informazioni accurate rappresenta la base per definire future politiche sanitarie più aderenti alle esigenze delle comunità locali.
“I dati raccolti sono il punto di partenza per costruire politiche sempre più vicine ai bisogni dei cittadini che vivono in territori complessi”, ha concluso Latronico.
Articolo Precedente
Basilicata protagonista a Bologna con il modello regionale dell’innovazione
Articolo Successivo
Policoro riabbraccia le Tavole di Eraclea: “Devono restare qui”
Annalisa Biasi è content creator focalizzata su attualità, cultura e storie dal territorio. Racconta persone, eventi e tendenze con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.