Natuzzi, Cifarelli: “Le minacce di chiusura confermano la crisi del sistema”
28/05/2026
“Gli esiti dell’ultimo tavolo convocato al MIMIT sulla vertenza Natuzzi confermano purtroppo tutte le preoccupazioni che avevo sollevato lo scorso 30 aprile”.
Lo dichiara il consigliere regionale della Basilicata Roberto Cifarelli, commentando lo scenario illustrato dall’azienda durante il confronto ministeriale.
Secondo Cifarelli, l’ipotesi di chiusura di tre stabilimenti, lo stop produttivo di un anno per i siti di Santeramo PS e Graviscella e il trasferimento all’estero di parte della produzione rappresentano “un tentativo inaccettabile di scaricare le difficoltà industriali sui lavoratori e sul sistema produttivo italiano”.
“Non è la crisi di una sola azienda”
Il consigliere regionale sottolinea come la vertenza Natuzzi riguardi l’intero distretto del mobile imbottito tra Basilicata e Puglia.
“Non siamo di fronte alla crisi di una singola azienda, ma a una vera crisi di sistema che minaccia un patrimonio strategico composto da circa 9mila lavoratori e 600 imprese”, afferma.
Cifarelli richiama inoltre i ritardi delle istituzioni locali nel prendere in carico la situazione, evidenziando come gli allarmi lanciati nei mesi scorsi da opposizioni e sindacati siano rimasti a lungo inascoltati.
Invitalia e partecipazione dei lavoratori
Per Cifarelli l’ipotesi di un ingresso dello Stato nel capitale sociale di Natuzzi attraverso Invitalia può rappresentare un’opportunità, ma solo a precise condizioni.
“La mano pubblica non deve servire a finanziare l’ennesimo ammortizzatore sociale senza garanzie industriali. Natuzzi ha beneficiato per oltre vent’anni di importanti risorse pubbliche e oggi deve essere considerata un bene di interesse collettivo”, sostiene.
Il consigliere propone quindi una governance innovativa che coinvolga direttamente lavoratrici e lavoratori nella gestione dell’impresa, richiamando l’applicazione della legge 76/2025 e dell’articolo 46 della Costituzione sulla partecipazione dei lavoratori.
“Solo così sarà possibile garantire trasparenza nelle scelte strategiche, investimenti reali nel reshoring e la salvaguardia dell’occupazione”, aggiunge.
“Serve un fronte istituzionale unito”
In vista dei prossimi incontri previsti il 4 giugno in Regione Puglia e l’11 giugno al MIMIT, Cifarelli chiede un’azione coordinata tra Basilicata e Puglia.
“È necessario sostenere con fermezza il riconoscimento dello stato di area di crisi complessa per l’intero distretto murgiano. Serve un fronte istituzionale unito per bloccare i piani di ridimensionamento e pretendere un piano industriale che rimetta al centro lavoro, territorio e dignità del sistema produttivo”, conclude.
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Andrea Bianchi è un reporter specializzato in notizie locali, eventi e attualità urbana. Racconta la vita della città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e telecamera.