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Caporalato in Basilicata, l’Osservatorio regionale accende i riflettori sul fenomeno

21/05/2026

Caporalato in Basilicata, l’Osservatorio regionale accende i riflettori sul fenomeno

Nuovo focus sul fenomeno del caporalato in Basilicata da parte dell’Osservatorio regionale sulla legalità e sulla criminalità organizzata di stampo mafioso. Nella Sala Ester Scardaccione del Consiglio regionale si è svolto un incontro dedicato allo sfruttamento del lavoro, con la partecipazione di istituzioni, associazioni, studiosi ed esperti impegnati sul tema.

Un confronto tra istituzioni, associazioni ed esperti

Alla riunione hanno preso parte il presidente dell’Osservatorio Luigi Gay, il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo, Alberto Iannuzzi, componente dell’Osservatorio, Donatina Allamprese per la Conferenza Episcopale di Basilicata, Rosario Gigliotti di Libera Basilicata, Angelo Festa dell’Associazione Famiglia e Sussidiarietà ETS e il docente universitario e ricercatore del CNR Giovanni Ferrarese, autore di studi sul fenomeno del caporalato.

Presente anche la garante regionale delle vittime di reato, delle persone private della libertà personale, del diritto alla salute e degli anziani, Tiziana Silletti, componente del tavolo tecnico sul caporalato istituito presso la Prefettura di Potenza.

Gay: “Fenomeno complesso anche in Basilicata”

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Osservatorio Luigi Gay ha sottolineato la necessità di approfondire un fenomeno che interessa anche il territorio lucano, in particolare alcune aree agricole strategiche.

“È stato un incontro particolarmente interessante perché ha affrontato un fenomeno che riguarda anche la Basilicata: il caporalato, ovvero lo sfruttamento dei lavoratori, spesso stranieri, impiegati soprattutto nei settori agricolo ed edilizio”, ha dichiarato Gay.

Secondo il presidente dell’Osservatorio, il fenomeno presenta radici profonde e criticità evidenti soprattutto nel Metapontino e nella Val d’Agri.

“Si tratta di un fenomeno complesso, con radici storiche profonde, che necessita di ulteriori approfondimenti. Oggi abbiamo cercato di focalizzare l’attenzione sulla realtà lucana, dove sono emersi elementi di forte criticità”, ha aggiunto.

Il nodo della manodopera e dei canali legali

Gay ha evidenziato inoltre come il caporalato sia spesso favorito dalle difficoltà nel reperimento rapido di manodopera e dalla debolezza dei canali ufficiali di collocamento.

Secondo quanto emerso nel confronto, i sistemi legali non sempre riescono a rispondere alle esigenze delle imprese agricole, creando spazi che favoriscono pratiche irregolari e forme di sfruttamento.

Chiorazzo: “Servono strumenti di contrasto più efficaci”

Il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo ha ringraziato il professor Giovanni Ferrarese per il contributo scientifico offerto durante l’incontro.

“Il professore ci ha fornito un quadro molto approfondito del fenomeno del caporalato, supportato da dati oggettivi e analisi elaborate su fonti Istat, Inps e altri osservatori”, ha spiegato Chiorazzo.

Per il vicepresidente del Consiglio regionale, il lavoro di ricerca rappresenta un supporto importante per rafforzare le politiche di contrasto.

“Un contributo prezioso che potrà aiutarci a rafforzare ulteriormente gli strumenti di contrasto a una pratica inaccettabile e purtroppo ancora drammaticamente attuale”, ha concluso.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è un reporter specializzato in notizie locali, eventi e attualità urbana. Racconta la vita della città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e telecamera.