Smart working in Basilicata, Lacorazza: “Serve attuare la legge regionale”
08/04/2026
Il tema del lavoro agile torna al centro del dibattito politico regionale, anche alla luce delle recenti tensioni legate al costo dei carburanti. A rilanciarlo è il capogruppo del Partito Democratico in Basilicata, Piero Lacorazza, che richiama l’attenzione sull’urgenza di dare piena attuazione alla legge regionale n. 15 del febbraio 2025, dedicata al sostegno e agli incentivi per lo smart working.
Una normativa già approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, ma che necessita ancora dei passaggi operativi fondamentali per diventare effettivamente applicabile. Il punto centrale riguarda l’adozione del Piano Triennale, previsto dalla legge stessa, che dovrebbe definire strumenti, modalità e risorse per accompagnare imprese e istituzioni verso una diffusione strutturata del lavoro agile.
Il Piano Triennale come passaggio decisivo
Secondo Lacorazza, il percorso delineato dalla legge è chiaro: dopo il confronto con le rappresentanze del mondo del lavoro e delle imprese, la Giunta regionale è chiamata ad approvare una proposta di Piano Triennale da sottoporre alle Commissioni consiliari e, successivamente, al Consiglio per l’approvazione definitiva.
“L’auspicio è che si proceda rapidamente con questo passaggio – sottolinea il capogruppo Pd – per poi attivare concretamente le misure attraverso bandi e regolamenti”. Un iter che, nelle intenzioni, dovrebbe trasformare una previsione normativa in uno strumento operativo capace di incidere sull’organizzazione del lavoro e sul tessuto economico regionale.
Nel corso dei mesi scorsi, è stata già trasmessa una proposta articolata al Dipartimento regionale per lo sviluppo economico, con l’obiettivo di facilitare il lavoro tecnico e accelerare l’attuazione della legge. Un confronto che, secondo quanto riferito, ha registrato attenzione e disponibilità da parte degli uffici regionali.
Smart working tra sviluppo, territori e innovazione
La visione proposta non si limita alla dimensione organizzativa del lavoro, ma si estende a un’idea più ampia di sviluppo territoriale. Tra le linee di indirizzo individuate emerge il ruolo dello smart working come possibile strumento per contrastare lo spopolamento e favorire la permanenza nelle aree interne, offrendo nuove opportunità di lavoro senza la necessità di spostamenti quotidiani.
Accanto a questo, si delineano interventi rivolti alle imprese, alle istituzioni e alla creazione di una rete di spazi di co-working. Tra le ipotesi, anche l’introduzione di voucher per strumenti informatici e formazione, oltre a finanziamenti per la realizzazione di luoghi dedicati al lavoro agile.
“Sosteniamo i link, non i like”, afferma Lacorazza, richiamando un approccio orientato alla concretezza più che alla visibilità. Una posizione che invita a spostare il focus dall’annuncio all’attuazione, in un contesto in cui il lavoro agile può rappresentare una leva strategica per innovare l’organizzazione produttiva e migliorare la qualità della vita.
Il confronto sul tema resta aperto e si inserisce in una fase in cui lo smart working, da soluzione emergenziale, si configura sempre più come componente stabile delle politiche del lavoro e dello sviluppo territoriale.
Andrea Bianchi è un reporter specializzato in notizie locali, eventi e attualità urbana. Racconta la vita della città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e telecamera.