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Regione Basilicata, Bardi ricorda la tragedia ferroviaria di Balvano

03/03/2026

Regione Basilicata, Bardi ricorda la tragedia ferroviaria di Balvano
Foto di Regione Basilicata

Certe tragedie non si dissolvono con il passare del tempo, restano sospese nei luoghi in cui sono accadute, sedimentate nella memoria collettiva come una polvere sottile che riaffiora ogni volta che si pronuncia un nome, una data, un numero. Balvano è uno di quei nomi. Il 3 marzo 1944, nella Galleria delle Armi lungo la linea Battipaglia-Metaponto, si consumò la più grave sciagura ferroviaria italiana: oltre seicento persone morirono asfissiate dal monossido di carbonio sprigionato da un treno merci rimasto bloccato in salita.

Domani, a ottantadue anni da quella notte, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, sarà a Balvano per partecipare alla Santa Messa in suffragio delle vittime del treno 8017, un convoglio partito in condizioni già precarie, carico di uomini e donne che cercavano di attraversare un’Italia stremata dalla guerra e dalla fame.

Il peso di una memoria rimasta a lungo in ombra

La tragedia maturò in un contesto drammatico: il Sud era attraversato da spostamenti continui, dalla necessità di procurarsi viveri, dal traffico di fortuna su linee ferroviarie segnate da carenze tecniche e manutentive. Il treno 8017, un merci adattato al trasporto di persone, si fermò nella galleria a causa della scarsa potenza delle locomotive e della pendenza del tratto; il fumo, complice la ventilazione insufficiente, saturò l’aria fino a trasformare il tunnel in una trappola.

Per decenni, su quella pagina di storia è calato un silenzio ostinato. Le responsabilità, le omissioni, il contesto bellico contribuirono a confinare l’accaduto ai margini del racconto nazionale. “Quella di Balvano è una cicatrice che attraversa il cuore del Mezzogiorno – afferma Bardi –. Uomini, donne e ragazzi che sfidavano la guerra e la fame, ammassati su un treno merci con la sola colpa di voler sopravvivere. Ricordarli significa restituire dignità a chi, per troppo tempo, è rimasto prigioniero di un oblio collettivo”.

Il presidente sottolinea un aspetto che tocca corde profonde: quelle persone non erano figure senza volto, ma padri, madri, giovani in cerca di lavoro o di cibo, individui inseriti in comunità che ancora oggi ne custodiscono i nomi e le storie.

La commemorazione tra Balvano e Cava de’ Tirreni

La cerimonia religiosa rappresenterà un momento di raccoglimento condiviso tra Basilicata e Campania, territori legati da quella stessa linea ferroviaria e dallo stesso dolore. Al termine della Messa, nel cimitero comunale di Balvano, sarà inaugurato il mosaico in ceramica vietrese “Momento in Memoria”, opera che traduce in segno artistico una ferita storica, offrendo un punto tangibile attorno a cui stringersi.

Il ricordo si estende anche a Cava de’ Tirreni, dove verrà deposta una corona di fiori per i trentacinque concittadini che persero la vita nella galleria. Un gesto semplice, che ribadisce l’appartenenza condivisa a quella tragedia. “Vedere le nostre comunità unite nel ricordo, da Salerno a Potenza – prosegue Bardi – è il segno che quella vicenda ci riguarda ancora. Il monossido di carbonio ha spento i loro respiri, ma non può spegnere il dovere della nostra memoria”.

Essere presenti a Balvano, per le istituzioni, equivale ad assumersi un compito civile: trasformare una stazione del dolore in un presidio di consapevolezza, sottrarre quelle vite all’anonimato delle cifre, restituire loro spazio nel racconto pubblico. La storia del Mezzogiorno passa anche da lì, da una galleria buia in cui si è consumata una tragedia immane, e da una comunità che continua a pronunciarne i nomi perché nessuno resti invisibile.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è un reporter specializzato in notizie locali, eventi e attualità urbana. Racconta la vita della città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e telecamera.